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Solventi ad alta purezza per l’analisi dei PFAS

1 de Luglio de 2025
Prodotto chimico

Massima sensibilità. Minima interferenza.

L’analisi dei PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) è stata inclusa in diversi standard e quadri normativi, rendendo essenziale la loro rilevazione e quantificazione nelle matrici pertinenti, principalmente nell’acqua, negli alimenti e nel suolo.

Con questa crescente attenzione normativa e legislativa, è aumentata la richiesta di analisi precise e prive di interferenze. Tuttavia, a causa della diffusa presenza di questi composti nella vita quotidiana, ciò è diventato una sfida significativa per i laboratori di analisi.

I PFAS sono sostanze chimiche sintetiche caratterizzate da legami carbonio-fluoro (C–F) altamente stabili, utilizzate da decenni nella produzione di imballaggi, rivestimenti antiaderenti, abbigliamento… ma ora associate a determinati rischi per la salute umana.

Per rispondere a questa esigenza, Scharlau presenta la sua nuova gamma di solventi a elevata purezza sviluppati appositamente per l’analisi dei PFAS.

Questi solventi sono stati prodotti, purificati e confezionati in modo da garantire l’assenza di composti per- e polifluoroalchilici. Poiché l’analisi di queste sostanze viene solitamente eseguita utilizzando tecniche LC-MS/MS, essi sono pienamente compatibili con le relative applicazioni.

Tuttavia, a causa delle loro proprietà, né la preparazione dei campioni né l’eluizione di questi composti sono semplici, rendendo indispensabile l’uso di specifiche cartucce di estrazione in fase solida e colonne cromatografiche.

È inoltre fondamentale prestare particolare attenzione ai materiali di laboratorio utilizzati, assicurandosi che i campioni non entrino in contatto con plastiche che potrebbero causare contaminazione. Per questo motivo, i collettori sottovuoto UCT o i tappi privi di PFAS di Macherey-Nagel si stanno rivelando alleati ideali in questo tipo di analisi.

Considerando tutti questi aspetti, lo sviluppo di un metodo analitico affidabile rimane una sfida significativa. A questo proposito, le note applicative di UCT e Macherey-Nagel offrono una guida preziosa per lo sviluppo e la convalida del metodo.

Per ulteriori informazioni, contattateci all’indirizzo customerservice@scharlab.it.

FAQs

Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (note anche come PFAS o sostanze chimiche permanenti) sono composti sintetici altamente resistenti costituiti da catene simili agli acidi grassi, ma con legami carbonio-fluoro (C–F) che li rendono estremamente stabili. Questa struttura chimica conferisce loro una forte persistenza nell’ambiente e negli organismi viventi (bioaccumulo), sollevando preoccupazioni sui loro potenziali effetti sulla salute anche a livelli di esposizione molto bassi.

L’analisi dei PFAS è difficile perché:

  • Sono diffusi nell’ambiente e presenti in matrici complesse quali acqua, suolo o alimenti, che interferiscono con le misurazioni;
  • La loro estrema stabilità chimica fa sì che non si degradino facilmente durante l’analisi;
  • Possono comparire come contaminanti di fondo da materiali di laboratorio, solventi o plastiche;
  • Richiedono tecniche altamente sensibili come LC-MS/MS, dove anche tracce minime possono compromettere i risultati.

Per questi motivi, l’analisi dei PFAS richiede l’uso di solventi a elevata purezza e materiali privi di fluoropolimeri per garantire dati affidabili e riproducibili.

I PFAS sono stati utilizzati per decenni in numerosi settori industriali e di consumo grazie alle loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e termorepellenti.

Alcuni dei prodotti più comuni includono:

  • Pentole e utensili da cucina antiaderenti rivestiti con PTFE;
  • Tessuti impermeabili e resistenti alle macchie come abbigliamento tecnico, tappeti, tappezzeria, ecc.;
  • Schiume antincendio, ampiamente utilizzate negli aeroporti, nelle strutture militari e nelle industrie;
  • Incarti alimentari con rivestimenti che impediscono la fuoriuscita di grassi o liquidi (ad esempio contenitori per microonde, cartone rivestito, bicchieri monouso, ecc.);
  • Cosmetici e prodotti per la cura personale, in cui i PFAS sono utilizzati come agenti di finitura per migliorare la consistenza, la resistenza all’acqua e la durata (ad esempio, trucchi a lunga tenuta, rossetti, mascara, creme, ecc.).

Alcuni prodotti contengono PFAS nella loro formulazione, mentre altri utilizzano rivestimenti o pellicole a base di PTFE per renderli idrorepellenti o antimacchia. In entrambi i casi, i PFAS possono essere rilasciati nell’ambiente, sia in fase di produzione che durante l’utilizzo del prodotto.

Perché i solventi ad alta purezza riducono al minimo le interferenze e la contaminazione di fondo nelle tecniche altamente sensibili come LC-MS/MS, dove anche tracce minime di composti fluorurati possono compromettere i risultati. L’uso di solventi ultra-puliti garantisce dati più accurati, riproducibili e affidabili, essenziali per il rilevamento di PFAS a livelli molto bassi nelle applicazioni di controllo ambientale e alimentare.

Quando si seleziona un solvente per LC-MS/MS nell’analisi dei PFAS, è essenziale garantire:

  • Che si tratti di un solvente ad alta purezza certificato come privo di PFAS;
  • Che fornisca un fondo ultra-basso di contaminanti per evitare interferenze spettrali;
  • Che sia accompagnato dalle specifiche del produttore che confermano l’assenza di composti fluorurati;
  • Che sia chimicamente stabile e compatibile con le fasi mobili utilizzate nella cromatografia.

L’uso di solventi convalidati assicura risultati accurati e riproducibili, riducendo il rischio di falsi positivi causati dalla contaminazione di fondo.

Utilizzare articoli in vetro, acciaio inossidabile e materiali certificati senza PFAS.

Evitare materiali contenenti PTFE (Teflon®), FEP o altri fluoropolimeri: questi possono rilasciare tracce di PFAS e compromettere i risultati analitici.

Attraverso analisi in bianco mediante LC-MS/MS e verificando i certificati dei produttori che garantiscono l’assenza di composti fluorurati rilevabili.

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